Diario de excavación

I murales sul viaggio alla Mecca

Por Raffaella Carrera/MIN PROJECT

Author: admin/domenica 14 dicembre 2014/Categories: Diario di scavo

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Per chi arriva per la prima volta a Luxor ed attraversando il Nilo si sposta sulla riva ovest per visitare i templi e le tombe dell'antica Tebe, è una piacevole sorpresa scoprire la variopinta decorazione delle case dei piccoli villaggi di questa zona.


Una delle vecchie case che popolavano la necropoli tebana prima di essere demolite. Molte di loro contenevano scene di pellegrinaggio

La casa dei nostri vicini è decorata con questi motivi

Sembra quasi che ci sia un legame ininterrotto tra i faraoni che adornavano i templi con le immagini delle loro imprese e gli egiziani di oggi che raccontano sui muri delle proprie case l'impresa più importante per un musulmano: il viaggio alla Mecca.

Forse potremmo citare anche i pellegrinaggi ad Abydos che gli antichi egizi chiamavano proprio TA GSR, terra santa, a conferma che il viaggio verso un luogo sacro è da sempre nella tradizione egiziana.

Hajj è la parola araba per indicare il pellegrinaggio che ogni buon musulmano deve fare almeno una volta nella vita, l'Hajj infatti è tra i cinque pilastri fondamentali della religione islamica ai quali un vero credente si deve attenere ovvero: la testimonianza di fede, le preghiere quotidiane, l'elemosina e il digiuno nel mese di Ramadan.

Credente in preghiera

Il pellegrinaggio alla Mecca sin dai tempi antichi era considerato un'impresa eccezionale data la difficoltà di raccogliere il denaro necessario e di affrontare un viaggio lungo e non privo di rischi. Oggi i moderni mezzi di trasporto rendono il tutto più veloce, ma certo rimane un costo notevole per una famiglia media egiziana. Per questo motivo spesso tutti i membri della famiglia contribuiscono alle spese del pellegrinaggio di un singolo, normalmente una persona anziana (il capofamiglia o la moglie). In questo modo a turno ci si aiuterà l'un l'altro affinché il viaggio sia possibile per tutti almeno una volta nella vita.

Al ritorno dal pellegrinaggio, le persone acquisiscono il titolo di Hajj se il pellegrino è un uomo e di Hajja, se si tratta di una donna. Capita spesso di sentire giovani educati che si rivolgono a persone anziane che non conoscono proprio chiamandoli Hajj o Hajja, dando per scontato che, data la loro età, abbiano già compiuto il viaggio e dunque riservando loro un trattamento reverenziale.

Infine, per chi ha una casa di proprietà il viaggio viene raccontato attraverso murales che adorneranno i muri esterni, normalmente viene rappresentata la Ka'ba, il santuario islamico, e i mezzi che sono stati utilizzati per raggiungerla: cavalli, cammelli, navi, aerei...

I mezzi di trasporto utilizzati per andare alla Mecca

I disegni ricordano lo stile naïf, sono molto colorati e spesso corredati da scritte di carattere religioso. Questi sono alcuni esempi che potete vedere passeggiando nei villaggi della zona di Ghurna.

Rappresentazione della Kaaba
 

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